Ho dato un’occhiata al video che presenta i risultati dell’indagine di SWG e Università di Trieste, e sinceramente l’ho apprezzato poco: il taglio è troppo commerciale (compri questo? compri quello? che ne pensi della pubblicità x? e di quella y? e dei blog aziendali?), e non dice granchè su chi sono blogger e lettori di blog, cosa fanno (a parte comprare on line e vedere pubblicità), e cosa vorrebbero. E poi, c’era veramente bisogno di sprecare un centinaio di fogli di carta? Non sarebbe stato meglio una bella lavagna riscrivibile? Speriamo sia un inizio, e non un punto di arrivo…
…bisognerebbe creare i servizi invece di copiarli. E per la cronaca, non sono frustrato, e la X dopo Q.I. mi aggrada assai.
Il pensiero mi è caduto su un sistema ormai in disuso ma che ha rappresentato l’innovazione spinta per alcuni anni. La posta pneumatica.
Immaginate ora un sistema di trasferimento fisico come quello ma esteso a scala cittadina, nazionale o, perché no, tanto le visioni sono gratuite, mondiale. 30cm. di diametro potrebbe essere lo standard per trasportare qualunque cosa da una parte all’altra del mondo.
Insomma, una Internet fatta di tubi di gomma e cilindretti di ottone. Strano che fino ad ora nessuno abbia avuto un’idea così brillante. Ah sì, ce l’ha già avuta qualcuno, Terry Gilliam in Brazil…
E chissà come mai i sistemi di posta pneumatica che coprivano, ad esempio, Parigi e Praga fino a qualche anno fa sono stati dismessi. Forse il nostro visionario ha trovato una vecchia copia di Wired durante una seduta di meditazione nel bagno di qualche cliente…

Arrivato da due minuti, se viene fuori qualcosa di interessante aggiorno questo post.
La credibilità di Movable Type come piattaforma, e TypePad come servizio di blogging, sta subendo colpi sempre più gravi: qualche giorno fa Suw Charman di Corante, stufa dei continui problemi di prestazioni di MT e della mancanza cronica di funzionalità indispensabili, si è scagliata in un’invettiva contro Six Apart che ha fatto il giro di parecchi blog; oggi è il turno dei blogger de La Stampa, che entrano in sciopero contro i disservizi di TyePad (grazie a Luca per la segnalazione).
Niente di nuovo sotto il sole, network di nanopublishing che macinano decine di milioni di pagine al mese come WeblogsSL hanno abbandonato MT da tempo, e credo che sempre più blogger seguiranno la loro strada. Quello che sorprende è che nessuna nuova piattaforma si stia facendo avanti per occupare il vuoto che si sta creando: WordPress, pur con tutte i suoi pregi, è una piattaforma carica di problemi, dalla pessima qualità del codice all’architettura alle scarse performance (che peggiorano nella versione multiutente), ma soprattutto non ha alle spalle una società capace di offrire supporto, e di assorbire gli eventuali problemi di implementazione in mabienti commerciali. Stiamo a vedere, il futuro si annuncia interessante.
Non c’entro niente. Tanto per mettere le cose in chiaro dopo qualche teoria idiota azzardata che ho letto in giro: Blogo non c’entra niente con BlogBabel. Sono uscito da Blogo nel 2005 per contrasti piuttosto seri con alcuni dei soci (non è difficile immaginare quali), portandomi via solo il dominio di Qix, che era già mio per un terzo. Da allora non ho più avuto niente a che fare con loro, né loro l’hanno avuto con gli altri miei progetti. E il fatto che Blogo utilizzi Lightpress (che ho scritto) come piattaforma di pubblicazione non significa nulla: LP è Open Source e chiunque può utilizzarlo senza darmi una lira, dai quaranta e più milioni di pageview mensili di Blogo e WeblogsSL non mi viene in tasca nulla. Ok, ora datemi pure dello scemo.
Linux è bello, specie su un cellulare. Le prime foto del Neo 1973, il cellulare basato su Open Moko, sono sorprendenti. Non vedo l’ora di averne uno tra le mani, peccato solo che non abbia un processore abbastanza potente da poter sfruttare l’incredibile schermo VGA per i video. Segnalazione raccolta sul mitico Pollycoke.
Reale o virtuale? Un ragazzo indonesiano sfodera il modello 3D di un volto più verosimile che si sia mai visto. Sembra finto, cioè vero, cioè insomma andatelo a vedere che ne vale la pena. Via BdH.
“Provate a mandar loro una mail con scritto: “Ciao, ti scrivo perché seguo la classifica Blogbabel. Vorrei sapere perché alcuni blogger che fabbricano template, come Dandyna, hanno l’avvertenza che la loro posizione in classifica è viziata dai link di Technorati, e invece sw4n no.” Aggiungeteci i link a questo, quello e l’altro post e cliccate su invia. Questa [la mia email] è l’email.”
Carino, peccato che:
- pubblicare la mia email sia una violazione alle leggi sulla privacy
- il mail bombing sortisca effetti opposti a quelli desiderati (i.e. mi fa incazzare invece che riflettere)
- le mail siano da considerare alla stregua di spam, e quindi illegali pure loro
- il tizio non si è degnato di scrivermi in privato, o — meglio — postare sulla lista pubblica di discussione
- i commenti sono riservati agli utenti di splinder, e quindi non mi è possibile replicare
Se dovessi rispondere con lo stesso tono (e mi prudono le mani per farlo), ci metterei dieci secondi e farei così:
mysql top100_it
delete from metrics_blog where url like 'http://%splinder.com/';
^D
Una soluzione più semplice c’è (sempre che gli editor siano d’accordo): cooptiamo Sw4n tra gli editor (tra l’altro ha un paio di ideuzze niente male) così decide da solo se mettersi il warning o no. Voi che fareste, oltre a scrivere al soggetto in questione e diffidarlo dal mantenere la mia email pubblicata sul post?
Ho iniziato a tempo perso a scrivere la nuove versione del crawler, il processo che recupera i post di tutti i blog presenti in Blogbabel. La prima operazione che ho fatto è stato salvare tutti i tremila e rotti feed e analizzarli per capire i formati utilizzati, e i possibili punti critici da affrontare nel parsing. Nel seguito del post qualche dato statistico ricavato dall’analisi, dopo aver eliminato i circa ducento feed — quasi tutti di Splinder — manifestamente invalidi (HTML invece di XML, XML con schifezze tipo iframe prima della dichiarazione XML, ecc.).
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