Se vi può interessare, probabilmente si organizzerà un group buy per prendere i componenti dell’ampli valvolare del mio post precedente, con tutto l’occorrente eccetto il cavo (che vi potete procurare su ebay o in qualsiasi negozio di elettronica o meglio audio per qualche euro) e il case (tra i 5 e i 10 euro da Hifi2000 più spedizione dall’Italia, oppure usate una scatola di latta o ve lo costruite come ho fatto io). Il costo di un kit dovrebbe essere sui 65 dollari, circa 40 euro.
Il mio primo amplificatore valvolare, fatto in un weekend (si lo so, manca ancora la ghiera del volume). Come suona? Molto bene, grazie. Per i curiosi, il progetto è in questo thread su Head-Fi.


Qualche tempo fa ho preso su Ebay per pochi euro una vecchia Sennheiser HD 430 del 1979, non tanto per ascoltarla dato che non sembra essere niente di speciale, ma per il design che mi piace parecchio. Come quasi sempre succede in questi casi, la cuffia è arrivata in buone condizioni ma con i cuscinetti e i dischi di spugna totalmente disintegrati, cosa che è raramente un problema per chi vive all’estero dato che i pezzi di ricambio sono quasi sempre disponibili e possono essere ordinati on line a prezzi modici (anche se aziende come AKG/Harman International hanno tempi geologici di consegna), ma che si rivela invece spesso decisamente complicata per noi italiani.
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Cosa fa un geek blogger (anche se ultimamente un po’ in crisi di vocazione) quando tornando a casa trova ad aspettarlo l’oggetto del desiderio che aspettava da settimane? Fa finta di niente, sbriga le faccende indifferibili, e appena ha dieci minuti liberi si dedica al rito dell’unboxing. Esattamente quello che ho fatto ieri sera con le Alessandro Music Series One, che richiedono però una breve digressione per chi non ne avesse mai sentito parlare.
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È da un po’ di tempo che ho in mente di scrivere un howto su come rendere piacevole l’utilizzo delle cuffie intra-auricolari, che ormai uso da parecchi mesi con grande soddisfazione. Lo spunto me l’ha dato finalmente un post di Giovy, che mi era sfuggito a suo tempo ma ho recuperato grazie a Lawrence, che ha comprato un paio di cuffie nuove seguendo i consigli di Giovy e ne è assolutamente soddisfatto.
Prima di passare all’howto vero e proprio, ricapitoliamo brevemente cosa sono le cuffie in-ear o intra-auricolari, e soprattutto perchè conviene usarle. A differenza delle cuffie normali, che si appoggiano o si incastrano all’esterno dell’orecchio, le cuffie in-ear hanno una protuberanza che entra dentro il canale auricolare, di fatto occupandolo e bloccando l’ingresso dei rumori esterni: lo stesso principio dei tappi per le orecchie. Questo tipo di cuffie era una volta limitato all’utilizzo professionale come monitor da concerto per musicisti, ma sono diventate recentemente un prodotto di massa grazie alla diffusione dei lettori MP3 portatili e al loro utilizzo in ogni tipo di ambiente e situazione.
Le cuffie intra-auricolari offrono di solito una resa audio più piena, e sono particolarmente efficaci in condizioni rumorose — metropolitana, treni, aerei, autobus o mentre fate le pulizie con l’aspirapolvere acceso — o quando il lettore MP3 non ha un volume sufficiente, come il mio Palm T3. I modelli disponibili sono molti, e vanno dalle costose Etymotic o Shure (derivate direttamente dalle versioni professionali) alle cuffie da poche decine di euro che ormai sono in catalogo di quasi tutti i produttori.
La differenza dei modelli economici rispetto a quelli di alta gamma non è solo nella resa audio e nella cura con cui sono costruiti, ma anche nella qualità del rivestimento, il “cappuccio” che viene a contatto con l’interno dell’orecchio. Le cuffie economiche infatti hanno di solito dei gommini che, per quanto morbidi, sono spesso scomodi e non aderiscono perfettamente al canale auditivo, lasciando degli spazi che diminuiscono notevolmente l’isolamento acustico e la resa musicale. Per fortuna, con qualche euro e un po’ di pazienza è possibile costruirsi da soli dei rivestimenti in spugna comodissimi, che non hanno nulla da invidiare a quelli utilizzati sui modelli da qualche centinaio di euro. Per sapere come, continuate a leggere qui sotto.
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