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Vita con il Droide / convertire pdf in cbz

19 febbraio 2011

Come saprà chi ha letto il mio ultimo post, qualche tempo fa ho preso un cellulare con sistema operativo Android. Uno dei motivi per cui volevo un apparecchio moderno era per poter finalmente leggere — grazie allo schermo ad alta risoluzione — vecchi libri e manuali di pubblico dominio, di cui esistono solo versioni in pdf create scansionando i testi senza OCR. Il che, tradotto in parole comprensibili anche ai non geek, significa dover gestire testi che non posso essere reimpaginati automaticamente per adattarli a uno schermo piccolo, e che sono poi in genere anche molto pesanti, sia per l’occupazione di spazio che per le risorse di elaborazione necessarie a visualizzarli.

Speravo che con un dispositivo moderno, potente, con uno schermo ad alta risoluzione, e la disponibilità di parecchie applicazioni per la visualizzazione di PDF, sarei stato finalmente in grado di leggere i testi che mi interessano da tempo. Le cose si sono rivelate come al solito meno semplici del previsto.

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Engaging the reader

8 novembre 2010

5 commenti

Engaging the reader

Da una mezz’oretta sono in Cattolica, nella bella aula Pio IX, per seguire la sessione conclusiva del convegno “Engaging the reader”. Se gli argomenti sono interessanti vedrò di fare un breve riepilogo qui.

Per ora ho sentito solo qualche considerazione molto molto generale e piuttosto scontata, o addirittura tendenziosa (Antonio Dini: la babele dei formati, “lo standard futuro potrebbe essere l’iPad — l’iPad è uno standard???; Gian Arturo Ferrari, le nuove tecnologie fanno notizia ma il loro impatto è molto limitato — mi chiedo se ha letto notizie come questa). Come al solito, in Italia la parola va spesso a chi ha poco di concreto da esprimere, e privilegia meta-ragionamenti magari eleganti o dotti (Ferrari sta parlando dei formati in quarto ottavo ecc. e di Manuzio) ma così generali da risultare spesso banali, e che comunque hanno pochissimo impatto sulla realtà e l’innovazione tecnologica. Che barba…

Sempre Ferrari, l’atto di pubblicare per il formato elettronico non ha costi e rivoluziona le gerarchie editoriali, affermazione molto generica e poco condivisibile: chi ha seguito la pubblicazione di un testo sa bene che la stampa è solo uno dei tanti costi da affrontare, tra anticipi, correzione e verifica di bozze, editing del testo, impaginazione e grafica, promozione, ecc. Tutte cose che non si improvvisano, se non a livelli amatoriali (ora è passato al Fedro di Platone…).

Quant’è bello l’Ipad

31 maggio 2010

2 commenti

Stamattina, passando in edicola per prendere il settimanale ATM, sono rimasto a bocca aperta davanti a una pila di iPad nuovi di zecca, e dato che costavano poco mi sono detto: perchè no? E quindi dopo un road test di mezz’ora sui mezzi pubblici, ecco le mie prime impressioni.

I pro. E’ leggerissimo! E cosa ancora più incredibile, alla Apple hanno fatto il miracolo: si piega senza rovinarsi. Lo schermo poi è nitido e con un contrasto fantastico: i caratteri sono davvero neri, la pagina bianca, e in condizioni di luminosità normale non affatica assolutamente gli occhi. Ma la cosa più incredibile è il multi touch, per chi non l’avesse mai sperimentato funziona così: si piegano indice e pollice fino a farli quasi toccare, li si porta sull’angolo dell’iPad, lo si afferra, e si fa un movimento diagonale. A quel punto, parte un’animazione (fatta così bene che sembra davvero di spostare un oggetto fisico), e l’iPad cambia pagina. Fantastico! C’è anche una modalità per chi odia far sbirciare i vicini in metropolitana, che permette di piegare il device fino a oscurare completamente i contenuti. Devo dire che le hanno pensate davvero tutte! Il collegamento dati poi ha funzionato a meraviglia, anche in galleria: sono riuscito a leggere senza interruzioni per una ventina di minuti.

I contro. Mi aspettavo qualche animazione alla Harry Potter, ma le fotografie sono tutte statiche: poco male, tanto trovo i video assolutamente noiosi e non li guardo nemmeno sul PC e tantomeno in televisione, e in movimento poi mi avrebbero probabilmente fatto venire il mal di mare. Il suo vero problema però è che costa troppo poco: in metropolitana ce l’avevano quasi tutti. Peccato, speravo di fare un figurone, ma nessuno mi ha degnato neanche di un’occhiata di invidia o curiosità. Anzi, ho visto addirittura un modello più compatto, che sembra offrire contenuti gratuiti. Sarà vero?

Concludo con una foto, per farvi apprezzare il design rivoluzionario di questo splendido oggetto.

iPad

 

Iniziamo a smanettare un po' con l'Iliad

23 novembre 2007

L'Iliad spacchettato

Stamattina è arrivato l’Iliad che Antonio mi ha mandato in prova, non per farne una recensione dato che ormai è in vendita da un po’ di tempo, ma per vedere se mi viene in mente qualche idea “smanettosa”, dato che monta Linux e ha una comunità di sviluppatori abbastanza attiva.

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Recensioni utente del Kindle

21 novembre 2007

1 commento

Su un blog che leggo di solito per altri motivi è comparsa una recensione del Kindle fatta dall’autore, che ha già avuto altri lettori di ebook in passato:

The EVDO works like magic. Buying books online with a click, no software required, is the killer feature here, and it’s perfect.

Un’altra recensione (stanno spuntando fuori come funghi ovviamente):

Finally, I go to the “Experimental” menu (the menu bar selector is
weird, but cool!) and choose Basic Web Browser. Enter my blog’s
address. It loads it. Holy moly. Fast. No configuration. Nothing. I
have to collect my jaw from the floor. There’s something to be said for
seamless, and this rivals apple.

I sorgenti del Kindle

20 novembre 2007

1 commento

Un altro tassello che si aggiunge al mosaico Kindle: il codice sorgente è liberamente disponibile. Come ho già detto, il DRM è inevitabile fino a che gli ebook non saranno un fenomeno di massa. Questo non vuol dire che il Kindle sia un walled garden, la questione è un po’ più articolata di come la raccontano in molti.

Aggiornamento. I libri acquistati su Amazon per il Kindle possono essere condivisi tra più lettori appartenenti allo stesso account, il lettore supporta vari formati aperti (HTML, TXT, ecc.) e ovviamente MP3, eccetera. Un po’ meno di sensazionalismo ogni tanto non guasterebbe mica, specie quando un prodotto è appena uscito e non si sa ancora bene come funzioni o cosa supporti.

Kindle, l'iPod dei libri

19 novembre 2007

23 commenti

Oggi finalmente è stato lanciato il Kindle — il lettore di ebook di Amazon — che non è un semplice gadget basato su inchiosto elettronico come altri già sul mercato da tempo, ma fa parte di un progetto ben più ambizioso che per molti versi riguarda quello intrapreso da Apple con l'iPod qualche anno fa. Prima di vedere in cosa consiste l'offerta di Amazon, sgombriamo subito il campo dagli equivoci e tiriamo le orecchie a qualche blogger che lo critica senza aver prima fatto i compitini a casa: il Kindle non è un walled garden, o meglio lo è ma in maniera non dissimile dall'iPod che quegli stessi blogger hanno in tasca. Il lettore di Amazon è sì basato su un formato proprietario, e i libri acquistati online sono sì protetti da DRM, ma il formato è conosciuto, diffusissimo, e ci sono sia applicazioni gratuite per effettuare la conversione, che intere biblioteche di libri di pubblico dominio già convertiti. Il Kindle usa infatti Mobipocket, come era prevedibile dato che Amazon ha acquisito qualche tempo fa la società francese dallo stesso nome che l'ha sviluppato. Sgombrato quindi il campo dagli equivoci, vediamo cosa ha di diverso il Kindle dai lettori basati su inchiostro elettronico già in commercio.

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Una pagina al giorno

6 novembre 2007

5 commenti

Davide si chiede:

Mi porto dietro, da tempo immemore, un libro di modeste dimensioni e
che mi interessa moltissimo, eppure per me leggere una pagina al giorno
è un’ardua impresa. Si tratta di un libro di narrativa: intelligente ma
abbastanza leggero, poco impegnativo, eppure. Intanto gli altri
popolano aNobii a ritmi vertiginosi. Ma come diamine fate?

Mi sembra un tema interessante e mi piacerebbe sapere quali sono le abitudini di lettura della italica blogosfera, magari lasciando un commento o un trackback al post di Davide in modo da farne un aggregatore virtuale della discussione. Comincio io.

Per me la lettura è sempre stata una specie di malattia: fin da piccolo facevo le ore piccole per leggere, spesso con la lampadina nascosta sotto le coperte, alzandomi poi regolarmente la mattina in stato di catalessi acuta. Una quindicina di anni fa ho finalmente varcato la soglia critica che distingue il lettore “vero” da quello “snob”: leggo quello che mi piace, quando mi piace, infischiandomene se è un libro o un genere “di serie B”. Troppo spesso in Italia mi sembra invece che si tenda ad identificare la lettura con “certi” libri o “certi” autori, spesso legati a mode del momento e sempre con qualche bollino di seriosità o autorevolezza conferito dall’intellettuale di turno, relegando generi più popolari nel ghetto delle letture da ombrellone. Pessima abitudine, che potrebbe in parte spiegare la scarsa familiarità della gran parte degli italiani con i libri, e le dimensioni ridotte del nostro mercato editoriale rispetto ad altri paesi industrializzati.

Mi sono quindi liberato del tabù dei “buoni libri” parecchio tempo fa, e ora leggo solo autori e generi che mi divertono o mi appassionano: evito accuratamente la saggistica (i pochi saggi che compro in libreria finiscono regolarmente in una pigna da cui non si muovono più) e adoro invece gli scrittori hard boiled americani, le biografie specialmente se ambientate in qualche guerra recente, e i pochi romanzi di fantasy scritti come si deve. Ovviamente in lingua originale, dato che anche le migliori traduzioni finiscono per appiattire lo stile di un autore, e soprattutto i dialoghi.

Il trucco — o almeno il mio trucco — è tutto qui: liberarsi dei libri “seri”, di quelli che “vanno letti” perchè ne parlano i giornali o i blog o amici che consideriamo profondi e intelligenti, e dedicarsi alla lettura di romanzi che appassionano, con personaggi e luoghi in cui ci si può identificare o che affrontano temi e problemi che viviamo ogni giorno, e se non riusciamo a leggere nemmeno una paginetta al giorno abbandonarli senza remore e passare ad altro. Riguardo allo spazio, l’altra domanda che si pone Davide nel suo post, da qualche anno leggo quasi solo libri in formati elettronico che oltre ad occupare poco spazio sono sempre in tasca, pronti a riempire le tante pause della giornata.

Concludo con una selezione disordinata e molto incompleta di qualche libro o autore che mi è piaciuto in questi ultimi anni:
Goodbye To All That, Chickenhawk, la serie di Discworld (soprattutto le Witches and Watch novels), James Lee Burke, George Pelecanos, Dick Francis, Faye Kellerman, Don Winslow, Philip Kerr, John D. MacDonald, i western di Elmore Leonard, Mark Berent, Robert Crais, ecc.