Naviga italiano! O indiano?
Dai commenti al mio ultimo post sono emersi due fatti interessanti riguardo al nostro (autoproclamato) “profeta in patria”, che come ormai sapete tutti ha lanciato una campagna per la navigazione autarchica, fonte di supposti benefici per la povera economia nazionale che vedrebbe “più spazio per nuove imprese” e giovamenti per “tutti quelli che lavorano nel settore digitale” se utilizzassimo “un po’ di più i prodotti italiani online” (cit.).
Ma sono veramente tutti italiani questi famosi prodotti, e sarebbero italiani i travet del digitale che li animano? Sembra di no, almeno per quanto riguarda il prodotto digitale del nostro profeta:
- l’idea originale è americana (YouTube)
- il nome pure, italianizzato (You = Tuo, Tube = Video)
- i server su cui gira
sonoerano negli USA, almeno stando a Roberto Dadda - i programmatori che hanno sviluppato il servizio sono indiani, secondo Swarzy confermato da Matteo/Totanus
Va bene fare marketing, ma qui si sono persi un po’ i limiti. Lascio a voi ulteriori commenti.
Aggiornamento. Come fa notare Neko nei commenti, i server sembrano essere in Italia. Un traceroute passa infatti per il Mix (“sito ottimizzato per Internet Explorer 5″, lol) e finisce sulla rete di Kpnqwest (ma non avevano fatto bancarotta?). Non si spiegano a questo punto le affermazioni del profeta sul supposto DoS di qualche tempo fa, riportate da Roberto Dadda nei commenti. Il mistero si infittisce…