altre destinazioni

ultimi post

ultimi commenti

tag principali

categorie

archivi

powered by

  • WPFrontman + WP

friends

copyright

  • © 2004-2011
    Ludovico Magnocavallo
    tutti i diritti riservati

Avete una scrivania da prestarmi?

5 giugno 2008

12 commenti

Se avete una scrivania che vi cresce in ufficio e non vi dispiace avere un geek in giro, potrebbe farmi parecchio comodo in un futuro prossimo per un paio di settimane. In cambio posso darvi consulenze spot sulle cose che più o meno so fare, partecipare a qualche brainstorming, e spiegarvi tutto quello che non avete mai voluto sapere su cuffie high-fi, reggae, rumba congolese, e altre facezie. Basta un commento qui sotto, o una mail al solito ludo_at_qix_dot_it.

Non pendolare in ostaggio

30 gennaio 2008

3 commenti

Mi associo alla protesta di Contromano: anche se in generale i mezzi pubblici a Milano sono abbastanza efficienti ci sono aberrazioni difficili da mandare giù, che non invogliano certo all’utilizzo del mezzo pubblico. Eccone alcune sperimentate personalmente, tutte nei giorni feriali e tutte in orari non esattamente di punta ma nemmeno notturni (dalle 19:00 alle 20:00, dalle 09:00 alle 09:30, ecc.):

  • attese superiori ai 10 minuti (una volta ne ho visti 14 sul pannello luminoso) alla fermata del metrò di Lotto in direzione centro
  • attese di una ventina di minuti abbondanti (capitava anche di aspettare mezz’ora quando lavoravo in Lorenteggio) per la 78, in entrambe le direzioni
  • idem per il tram 1 verso il centro in corso Sempione, spesso passano sei o sette degli altri numeri alla stessa fermata senza che si veda un 1
  • filobus della 90/91 così pieno che non si riesce nemmeno a salire

Spesso penso che dovremmo mettere su un sito apposta, dove segnalare i disservizi e pubblicare le foto fatte con il cellulare dei pannelli luminosi, indicando la linea, l’ora e la fermata.

Pybirra, 5 dicembre 2007

3 dicembre 2007

4 commenti

Mercoledì prossimo, dopo la presentazione di Community Management di Emanuele Scotti e Rosario Sica, Pybirra/Pydinner al solito Football English Club di via Valpetrosa. Se siete in loco siete cordialmente invitati ad unirvi alla banda. Rubyisti inclusi

Siamo ancora vivi

8 novembre 2007

9 commenti

Ieri ero al bar che bevevo un caffè mentre compilavo i certificati di malattia da spedire all’INPS (eh sì, ho avuto l’influenza e ancora non mi sono ripreso completamente), quando dopo un po’ mi accorgo di un rumore sordo e ripetuto che proviene da dietro il bancone. Butto un occhio, e vedo il proprietario che con un martello spacca delle olive gigantesce una ad una. Incuriosito, mi infilo nella conversazione in corso con la signora del tavolo di fianco e vengo a sapere che le olive sono arrivate dalla Puglia, e dopo un procedimento di preparazione che ora mi sfugge (sale? olio? boh…) verranno messe in vaso e vendute fra poco più di un mese. La signora — che evidentemente è una habitué — giura che sono ottime, e in effetti l’aspetto, le dimensioni e soprattutto l’orgoglio del proprietario erano decisamente fuori dal comune.

Questa sera prima di tornare a casa mi fermo dal ferramenta vicino al vecchio ufficio per comprare un rotolo di Duck Tape. Mentre stavo pagando, l’olfatto rimbecillito da una settimana di influenza e raffreddore si accorge che c’è qualcosa di strano: il negozio è invaso da un profumo incredibile di mele. Mi giro, e in effetti dietro di me c’è una pigna di casse di mele di varie qualità. Un po’ stupito, chiedo al proprietario se oltre a viti, attrezzi e chiodi vende veramente anche le mele, o se sono lì per qualche altro motivo: “sa, ho una casa in Trentino con del terreno, le mele le coltivo io e poi dato che sono troppe le porto qui e le vendo ai clienti. Sono naturali eh, mica come quelle che compra al supermercato.” E in effetti le mele sono belle e profumatissime, e costano anche poco.

Piccole cose, che per me in una città come Milano — sempre più omogeneizzata sui mantra carriera/soldi/aperitivi — hanno però un significato forte e vitale. Se vi piacciono le mele e siete di queste parti, fatemi un fischio che vi dico l’indirizzo.

Avvicinamento al mondiale / 2

5 settembre 2007

Vedo dalle statitistiche di accesso che ci sono utenti in arrivo da Google alla ricerca di informazioni su dove vedere le partite del mondiale di rugby. Ecco alcuni dei locali milanesi, per tutte le altre località fate riferimento al thread su rugby.it (16 pagine a oggi).

L’unico locale dove sono stato è il Football English Pub di via Valpetrosa, che ha sia Sky inglese che la BBC e un pubblico in prevalenza anglosassone (almeno per il Sei Nazioni). Abbastanza comodo (metro Duomo o qualsiasi tram per via Torino/Cordusio), maxischermo un po’ sbiadito e televisori decisamente più nitidi, personale poco affabile ma poteva essere una giornata storta.

Altri locali sicuri il Pogue Mahone’s, pub irlandese all’inizio di corso Lodi, che dicono essere molto piccolo; The Friends, in Viale Monte Santo 12 (zona piazza Repubblica); Aux Vieux Strasbourg in via Golgi angolo via Strambio (zona Politecnico / Città Studi), che ha anche una selezione non male di birre (ma non rispondono alle email e non si trova il telefono).

Io venerdì penso di andare all’ultimo dei locali qui sopra, se decidete di vedervi la partita di apertura fatemi un fischio.

A cena con Dave Winer

7 giugno 2007

2 commenti

Furry Freak BrothersA cena con Dave Winer e alcuni dei soliti noti questa sera, l’unica cosa che ho colto è stato l’accenno di Dave ai mitici Furry Freak Brothers, opera del geniale Dave Sheridan e vera e propria icona di una certa uhm controcultura, piuttosto popolare in California negli anni ’70, e di cui ho fatto in tempo a cogliere gli ultimi echi a Milano (e Amsterdam, e Barcellona) verso la fine degli anni ’80. Tra tutti i commensali sono stato l’unico a cogliere il riferimento di Dave, cosa che mi fa un po’ pensare: possibile che i blogger siano persone serie, con passati morigerati tutti casa e chiesa? Io comunque mi tengo ben strette le mie copie dei Furry Freak Brothers, e ancora più strette quelle eccezionali di Dealer McDope, sempre di Sheridan, che è vera e propria psichedelìa a fumetti.

L’altro picco della serata (Dave era lontanuccio, non ho sentito granchè di quello che ha detto, ma Vanz mi ha raccontato in pausa fumo che l’argomento principale era Bush quindi non ho perso molto) è stato scoprire che lavoro nella stessa azienda di Roberto Dadda, anzi che abbiamo fatto lo stesso passaggio, anche se in tempi diversi, da un gruppo ad un altro. E dato che a tavola c’era anche Elena, praticamente era una cena di lavoro, a 300 metri dall’ufficio dove mi trasferirò a breve, e dove ho avuto riunioni oggi e ne avrò domani. Poi ci convinciamo che Internet annulla le distanze geografiche, e abbatte le barriere sociali…

(Post per Massimo che mi ha chiesto perchè non pubblico da un mese, e link ai tumblr su cui scrivo per Elena che se li è persi strada facendo).

Disordini a Chinatown

12 aprile 2007

10 commenti

Passando in bicicletta questa sera a Chinatown, abbiamo raccolto la testimonianza di un ragazzo che ha assistito ai disordini di oggi. Ovviamente non siamo in grado di verificare la veridicità del racconto, confermato però in alcuni punti da chi come noi si era fermato ad ascoltare. Aggiungo che il narratore era italiano, milanese doc e ben vestito, una tipologia di solito poco propensa a schierarsi dalla parte degli immigrati di turno. Ecco alcune cose che forse non leggerete domani sui giornali.

  • i rapporti tra forze dell’ordine e residenti cinesi (cui qualcuno avrà pur dato le licenze per la vendita all’ingrosso) sono negli ultimi tempi molto tesi, non solo per il cronico disordine del commercio locale, ma anche perchè pare che i vigili non perdano occasione per cercare di estorcere mazzette (cosa che ho sentito dire anche da commercianti — italianissimi — della mia zona)
  • circa una settimana fa, i vigili hanno preso a manganellate un residente cinese della zona, reo sembra di avere documenti non in regola, facendo poi in modo che fosse portato a Niguarda invece che al vicinissimo Fatebenefratelli, e che il tutto venisse insabbiato
  • i disordini di oggi hanno raggiunto il punto di non ritorno quando i vigili hanno iniziato a manganellare la donna (con figlio appresso) cui avevano appena controllato i documenti (considerazione mia: c’è bisogno di arrivare allo scontro fisico, e soprattutto di usare i manganelli per immobilizzare una donna?)
  • a calmare il clima, dopo l’arrivo di una trentina di macchine della polizia, non è certamente servito il gesto di un poliziotto in borghese, che ha estratto la pistola e percosso a freddo con il calcio un ragazzino cinese che aveva vicino, per poi dileguarsi in mezzo agli altri agenti

Chi raccontava era visibilmente scioccato dalla violenza con cui le forze dell’ordine hanno gestito la situazione. Speriamo che cambi qualcosa presto, non solo per evitare lamentele da parte di paesi amici, ma anche e soprattutto per non replicare qui, prima o poi, rivolte come quelle dei ghetti americani.

Detto questo (anzi, riportato), le mie esperienze con i vigili di Milano non sono drammatiche, anzi: prima del lungo ponte dell’ultimo Capodanno i vigili del comando di via Faravelli hanno speso un paio d’ore e parecchie energie per dare una mano (con successo) a soccorrere un gatto che era rimasto chiuso nell’asilo vicino. Con cordialità, pazienza e buon senso. Peccato che alcuni episodi gettino ombre su un corpo che, sono sicuro, è composto in gran parte da persone che fanno un lavoro difficile bene e con coscienza.

Pybirra (e cioccolato)

22 marzo 2007

6 commenti

dopo il successo del pysushi/pyrugby di settimana scorsa, stiamo pensando di replicare subito, cogliendo al volo il Salone della Birra Artigianale in fiera a Milano questo fine settimana.

Il format del salone è piuttosto interessante: 5 euro di ingresso, e 1 euro per il bicchiere speciale con cui bere birra al prezzo fisso di 1 euro da tutti gli espositori presenti. Amici che ci sono stati l’anno scorso hanno consigliato di non andare in macchina, per non dover poi stare in giro tutta la notte a smaltire…

Se siete astemi potete venire lo stesso, consolandovi con il Salone del Cioccolato Artigianale che si tiene insieme a quello della birra. Se volete aggregarvi, fatevi sentire qui sotto specificando se preferite sabato o domenica.