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Tramezzone

2 luglio 2008

2 commenti

W760

Questa mattina mentre uscivo di casa ho intercettato il postino che stava consegnando un bel pacco giallo per me alla portinaia. Non erano un paio di cuffie Yamaha ortodinamiche prese a due lire su ebay come pensavo, ma un SonyEricsson W760 nuovo di zecca mandato da BuzzParadise via Luca. Mi ero assolutamente dimenticato di essermi iscritto alla campagna di prova, quindi la sorpresa è stata doppia. Un bel tramezzone succulento, specie per me che adoro i gadget, e ho un debole per i cellulari della SonyEricsson (se non ci credete, andatevi a rileggere i miei post di tre-quattro anni fa su Mobileblog). Nei prossimi giorni le impressioni d’uso.

Spigolature / 21

26 marzo 2007

5 commenti

Intrighi internazionali Red Force è un blog appena nato ma già molto interessante, opera di un commentatore assiduo di Boh. Tenetelo d’occhio.

A proposito di Web 2.0. In Italia c’è anche ci crea senza bisogno di copiare, e senza dover ricorrere a programmatori indiani: Michele mi ha segnalato ieri il lancio di Pagety, il nuovo prodotto di Wonsys (16bugs, Unilife) che è uno strano e interessante ibrido tra hosting e CMS. Avevo già visto passare l’annuncio sul blog di Gabriele, che segnala anche uno screencast introduttivo sul blog di Luca Mearelli, la mail di Michele è stata l’occasione per chiedergli una breve intervista, che pubblicherò qui nei prossimi giorni.

Blogbabel citata dal papà di FeedBurner. La lista dei siti con più lettori del feed è un po’ casereccia ma decisamente interessante. Nei commenti spunta anche Steve Olechowski, il papà di FeedBurner, che cita le classifiche italiana e spagnola di Blogbabel. Piccole soddisfazioni… E già che siamo in tema, sia Gabriele che Luca (citati sopra a proposito di Pagety) hanno iniziato da qualche giorno a collaborare con Blogbabel, ennesima dimostrazione (casomai ce ne fosse ancora bisogno) che in Italia le competenze e la voglia non mancano.

Quando i cellulari fanno schifo… Il Treo si è rotto per l’ennesima volta, e mentre va in riparazione da mamma TIM mi hanno dato un Nokia 6630. Ho provato inutilmente a trasferire l’agenda in blocco via bluetooth, e dopo mezz’ora di smanettamenti con l’orribile S60 l’ho restituito e mi sono accattato un altrettanto orrendo Moto RAZR, che almeno è leggero e si carica via miniUSB (ma non accetta lo stesso l’agenda in blocco via bluetooth). Non c’è niente come passare a un cellulare “normale” per apprezzare le qualità del Treo: interfaccia utente velocissima, menu intelligenti, funzioni attivabili con pochissimi click del navigatore, tutto inviabile e sincronizzabile via Bluetooth o SD, ecc. ecc. I telefoni normali sembrano fatti da deficienti, altro che usabilità, non so come fate a sopportarli.

Digital Divide all'italiana

5 dicembre 2005

2 commenti

Faccio sempre più fatica a capire lo spazio dedicato su Affari & Finanza di Repubblica alle supposte innovazioni in campo mobile. Oggi in prima pagina gran strombazzamento per i prototipi di cellulari Samsung con trasmissione dati a 20Mbps che verranno sperimentati alle prossime Olimpiadi di Torino, e a seguire un articolo trionfalistico sul “boom di diffusione dei videofonini” (ma dove? qui a Milano non è che se ne vedano granchè nemmeno intorno al “campus Omnitel” di Lorenteggio).

Non mi sembra che telefonini, TV sui telefonini, trasmissione dati ultraveloci sui telefonini (usate al massimo per vedere la TV o scaricare suonerie — almeno fino a che non ci saranno piani dati a prezzi accettabili), siano un volano di innovazione tecnologica (ma Samsung non è coreana?) e crescita economica. E forse prima di parlare di trasmissione dati a 20Mb sui cellulari o TV via Internet, dovremmo preoccuparci di estendere la copertura delle connessioni a banda larga a tutto il territorio e (utopia) liberalizzare la connettività WiFi. In campo digitale e informatico siamo già un paese di serie B, non ci vuole molto per scivolare ancora più indietro.

PS – Consiglio ai giornalisti di Repubblica: informatevi prima di scrivere, con Google ormai basta qualche minuto. “Al momento i terminali Pocket PC non sono ancora disponibili nella versione UMTS”. Bufala, l’i-mate JasJAr ad esempio è in vendita ormai da qualche mese, e supporta le connessioni UMTS

Altro che TV

30 novembre 2005

1 commento

Forse prima di proporci la TV sul cellulare come l’ultima grande meraviglia tecnologica che dovremmo tutti avere, i nostri operatori farebbero meglio a fare un po’ di ordine nelle offerte che hanno già, e magari a pigliarci meno per il culo.

Esempio di questi giorni: trovare una connessione ad Internet a prezzi abbordabili dalla Sormani, la biblioteca centrale milanese, che in perfetto costume italico offre connessioni al pubblico solo dagli appositi PC, senza tenere conto che ormai Internet è uno strumento di ricerca indispensabile (ma forse chi fa ricerca in Italia non dovrebbe proprio starci). Due le soluzioni possibili: dotarsi di una scheda GPRS o UMTS, o accedere all’hotspot presente in Sormani.

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i-Mate JasJar

12 settembre 2005

3 commenti

Se avete 650 sterline (circa 950 euro) che vi crescono, da qualche giorno potete essere tra i primi ad avere il nuovo i-Mate JasJar (o HTC Universal, recensione e foto di Engadget), secondo me il cellulare-PDA veramente completo: veloce (500Mhz), schermo VGA, WiFi integrata, tastiera, macchina fotografica da 1.3Mp, presa per le cuffie standard. Peccato solo che costi davvero troppo, chissà perchè i nostri operatori non lo offrono in comodato: per una decina di euro al mese (anche qualcosa di più) cambierei operatore senza pensarci un secondo. [via]

Se invece come me non disponete di queste cifre ma pensate sia arrivato il momento di dotarvi di un PDA, con poco più di 100 euro potete portarvi a casa un Palm Tungsten C usato: schermo 320×320, tastiera, WiFi integrato, processore a 400Mhz e la qualità e cura dei dettagli per cui i Palm sono famosi.

Cosa non va negli operatori mobile italiani

1 agosto 2005

T-Mobile MDA IVOgni tanto ripenso a quando, appena comprato il Palm IIIx, sognavo il giorno in cui anche in Italia sarebbe stato possibile avere una connessione dati su un palmare a prezzi accettabili. Sono passati parecchi anni, e nonostante i tanto strombazzati avanzamenti tecnologici, l’enorme diffusione dei cellulari, e l’utilizzo popolare di Internet, siamo ancora più o meno allo stesso punto.

Certo, per chi ha molti soldi (propri o più probabilmente della società per cui lavora), Internet su un palmare è una realtà. Tutti gli altri devono accontentarsi della linea fissa o di qualche wireless compiacente trovata per strada. Con buona pace di chi sostiene (giustamente) che l’accesso diffuso ed economico alla rete sia un fattore importante di crescita economica.

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