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Che noia...

5 febbraio 2008

8 commenti

Aggiornamento. Marco mi ha scritto e ci siamo chiariti a vicenda. Lui ha un po’ esagerato nel giudicare il mio commento originale, io nella reazione al suo post. Grazie Marco per essere uscito allo scoperto e avermi contattato direttamente, è stato un bel gesto che apprezzo. Avrò un carattere un po’ burbero ma le cose poi si chiariscono se c’è la volontà.

Che noia quelli che pretendono l’Open Source sul lavoro di altri, senza capire minimamente perchè in certi casi non ha senso (un servizio è molto diverso da uno strumento, o da una applicazione), e soprattutto senza aver mai donato nulla alla comunità se non un po’ di chiacchiere sul proprio blog. E per la cronaca, la mia affermazione “parlo per esperienza su altri progetti Open Source che ho creato o cui ho contribuito” non è “superficiale e spocchiosa”, caro il mio blogger. Prima di scrivere cazzate informati:

Tra l’altro, gli ultimi due progettini sono pezzi di BlogBabel. Certo non sono Linus Torvalds, ma tu dall’alto della comoda turris eburnea da cui sputi sentenze, che hai fatto in questi anni?

Il valore dell'Open Source

10 agosto 2006

La piccola polemica sul post di Nicholas Carr Open source as metaphor ha prodotto una delle più belle descrizioni dell’Open Source e dei suoi effetti che io abbia letto, e che corrisponde perfettamente con la mia esperienza di utilizzatore e (mini-)sviluppatore di software libero. L’autore è Assaf, uno dei geniacci dietro co.mments. Di seguito alcune citazioni, se avete cinque minuti di tempo vi consiglio caldamente di leggere l’articolo.

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Creatività incompresa

24 aprile 2006

Una chiosa all’editoriale pubblicato oggi da Alberoni sul Corriere della Sera: Siete creativi e diffidano di voi? Non arrendetevi, che tira in ballo Machiavelli e Dante ma sembra fatto su misura per un hacker, che si trovi a fare i conti con una delle corporate policy tanto amate dai manager moderni.

Sostituite alla Divina Commedia e al Principe un progetto Open Source di successo, e vedrete come Alberoni abbia perso una buona opportunità per dare un po’ di realismo al suo editoriale, e per introdurre i suoi lettori ad uno dei fenomeni che stanno rivoluzionando la nostra società.

Cosa possono imparare le aziende dall'Open Source?

5 agosto 2005

What Business Can Learn from Open Source è il titolo dell’intervento di Paul Graham alla O’Reilly Open Source Convention di quest’anno. Anche se alcune delle argomentazioni di Graham sono un po’ superficiali, la sostanza è (come al solito) interessante e innovativa, riconducendo alcune delle tendenze in atto da anni su Internet ad un quadro omogeneo e coerente. Quadro noto a chi sguazza tra Web e sviluppo Open Source (e magari di giorno lavora in una grande azienda), meno noto ai più, sconosciuto e sicuramente inviso ai manager. A proposito di (top) manager, definizione calzante della categoria italiana data da Ricucci e pubblicata oggi sul Venerdì di Repubblica: i “furbetti del quartierino”.

Echi da OSCON

3 agosto 2005

1 commento

Difficile per noi italiani frequentare le conferenze oltreoceano, anche quelle importanti come la O’Reilly Open Source Convention che si sta tenendo in questi giorni. Ci tocca quindi rimediare con i resoconti di chi c’era, come Matt Raible segnalato dal sempre più affidabile lesscode.

Scorrendo velocemente le trascrizioni, colpiscono in particolare: