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Spigolature / 22

1 aprile 2007

7 commenti

La migliore sintesi di RItaliaCamp. Dopo le tante, troppe chiacchiere degli ultimi due giorni, questa frase di Chris DiBona è una ventata di aria fresca e riassume perfettamente la mia posizione: “Don’t Talk. Do. Don’t yammer. Launch. Release. Ship.” Sante parole, peccato che in Italia di solito si lavora esattamente nel modo opposto. Via JZ.

TheTyper. Ieri sera, chiacchierando in IM con Luca sul RItaliaCamp, stavamo dicendo più o meno le stesse cose che ha scritto DiBona ed è saltato fuori un link a TheTyper, un bel progetto (Rails) di Luca che non conoscevo. Luca è uno dei dei pochi in Italia a rendersi conto che ormai tecnologia e infrastrutture costano due lire e sono alla portata di tutti, e che la vera competitività sta nel produrre rapidamente qualcosa di innovativo e renderlo disponibile al pubblico. Se funziona si va avanti, altrimenti si fa tesoro dell’esperienza e si passa ad altro. Senza tante chiacchiere, teorizzazioni, riunioni e filosofismi. La veloce chiacchierata con Luca mi fa pensare che BlogBabel (con cui Luca, Alberto e Gabriele hanno da poco iniziato a collaborare) probabilmente non farà mai una lira, ma almeno avrà avuto il merito di aver fatto da aggregatore sociale per chi sta cercando di ridurre il gap tecnologico del nostro paese.

Imparare a giocare. Come si impara a giocare a calcio, a pallavolo, a basket, ma anche a scopone scientifico o a poker? Giocando, non certo (o sicuramente non solo) andando a scuola. Due bei post che provano a spiegare le differenze tra i vari modelli di sviluppo del software, e invitano i futuri sviluppatori a buttarsi nella mischia senza aspettare di mettersi sul mercato del lavoro.

L’Italia del rugby non è solo il 6 nazioni. Piccoli ma importanti segnali dal movimento rugbystico italiano: la selezione italiana Over 35 di rugby a 7 ha vinto la medaglia d’argento ai World Police And Fire Games 2007, dietro al New South Wales e davanti al Sudafrica. Qualche dettaglio in più sulla performance dei nostri su Rugby.it. E non è il solo segnale confortante per la crescita del rugby in Italia, ieri ad esempio Matteo mi diceva che da poco ad Alessandria Vercelli (scusa Matteo) c’è una squadra, con campo e allenamenti regolari.

Pydinner

19 marzo 2007

3 commenti

Il Pysushi in versione Cavedoni

Nonostante l’ormai scarso allenamento alle uscite serali e la cronica asocialità che mi contraddistingue, venerdì sera (pysushi) e sabato (pyrugby) mi sono parecchio divertito: ventiquattr’ore di birra, cibo, chiacchiere e parecchio rugby, da ripetere quanto prima.

Stiamo quindi pensando di organizzare un Pydinner periodico, in cui tra una birra e l’altra ci sia anche spazio per scrivere un po’ di codice con sprint focalizzati, ad esempio su bug o piccole funzionalità da aggiungere a Django (tanto Antonio ne ha un cassetto pieno). A breve su questi schermi, anzi su pydinner.org. I commenti dei “soci” li trovate nel post precedente, e sul blog di Vale.

PyRugby

14 marzo 2007

26 commenti

Sabato pomeriggio stiamo organizzando una sortita al pub per vedere la nazionale contro l’Irlanda nel giorno di S. Patrizio. I pub in ballottaggio, dato che lo storico Kirribilly si è convertito in pseudo-ristorante, sono:

  • il Pogue Mahone’s, locale frequentato principalmente da irlandesi e dove sicuramente l’atmosfera sarà surriscaldata, ma che è “grande una mattonella” e sembra non faccia le altre partite
  • il Football English Pub in via Valpetrosa (di fronte alla FNAC di via Torino), che fa tutte le partite e promette bene (“venite presto, c’è la ressa, ormai per il rugby c’è un clima da stadio”)
  • il Barbarian’s (con un nome così, ci sono dubbi?), locale pare frequentato da scozzesi ma dove non rispondono al telefono

Della spedizione per ora fanno parte, oltre a me, Carlo C8E Miron, il duo di Treviglio e, più tardi, lo zio con Sisco. Se volete aggregarvi al PyRugby fate un fischio, ma solo dopo avere studiato per bene le regole del gioco e memorizzato almeno la partita contro la Scozia, se vi mettete a fare i geek vi butto fuori dal locale. E se usate Ruby va bene lo stesso, anzi già che ci siete venite con una bella maglia verde smeraldo così vi beccate i fischi anche durante la partita. A seguire probabile gita al Mulligan’s, se gli impegni casalinghi lo permettono.

Fino all'ultimo minuto

14 marzo 2007

4 commenti

Sabato si conclude una delle edizioni più combattute del 6 Nazioni degli ultimi anni, la prima che all’ultima giornata vede l’Italia ancora in corsa (anche se solo matematicamente) per il titolo. Peccato per Mauro Bergamasco, squalificato per la prossima partita con l’Irlanda per la botta rifilata al capitano gallese, forse involontaria ma frutto di un intervento poco corretto con il braccio aperto.

Grazie ai soliti noti (fatemi un fischio se non sapete di cosa parlo e vi interessa), dall’anno scorso riesco a recuperare agevolmente le partite che non sono riuscito a seguire in diretta per rivederle con calma durante la settimana. Ieri sera è toccato a Inghilterra – Francia (domenica ero al derby), che vi consiglio caldamente di vedere: a dispetto di tutti i pronostici l’Inghilterra sembra aver trovato la strada giusta, e questa volta senza passare per i piedi di Wilkinson.

Per la prima volta in vita mia mi sono trovato a tifare per gli inglesi, che specie nel secondo tempo mi hanno fatto divertire sfoderando un gioco vibrante e qualche volto nuovo che promette bene. Mi sono piaciuti in particolare: l’incredibile Dave Strettle, ala degli Harlequins con un passato internazionale nel rugby a 7 evidentissimo dai movimenti e dal tipo di gioco, dove detiene il record per il maggior numero di mete — cinque! — segnate in un tempo (che nel rugby a 7 dura 10 o 20 minuti) di una partita di coppa del mondo; il fantasioso Shane Geraghty, apertura dei London Irish — squadra che preferisco nella Premiership, che ha fatto vedere alcune azioni notevoli per tempismo e visione di gioco, anche se non sembra fortissimo nel gioco al piede; non male anche Toby Flood, che il sito ufficiale del sei nazioni indica come centro ma ieri sera ha giocato come apertura, che forse per il fisico poco aggraziato mi ricorda in qualche modo l’apertura dell’Australia Larkham .

Insomma, anche se il 6 Nazioni è avviato alla conclusione, l’amtosfera si sta scaldando per il campionato del mondo di quest’anno. Credo che ne vedremo delle belle anche nelle fasi finali della Heineken Cup, nelle amichevoli estive e nel Tri Nations.

Senza cervello, e senza etica

3 febbraio 2007

10 commenti

Ascoltavo poco fa i podcast del Sei Nazioni con le interviste all’allenatore e ad alcuni giocatori della nazionale di rugby, e non ho potuto fare a meno di riflettere sulla differenza abissale con il mondo del calcio, che come prevedibile ieri pomeriggio ha sfornato l’ennesima, inutile, stupida tragedia. Ascoltare gli azzurri rispondere ai giornalisti in un inglese articolato, spiegando in maniera intelligente e senza le solite frasi fatte da due lire tattiche e speranze del torneo che si apre questo pomeriggio è stata un’esperienza illuminante. Il rugby sembra uno sport violento, i giocatori sembrano mezzi trogloditi tutti muscoli e tenacia, e invece basta andare oltre la superficie e si scoprono persone intelligenti, dirette, che hanno i mezzi e il coraggio per esprimersi e soprattutto hanno un’etica di base che li porta a rispettare sempre l’avversario, a privilegiare il gioco rispetto alla vittoria, a onorare l’impegno. E come i giocatori, il pubblico che non si sognerebbe mai di insultare squadre o tifosi avversari, gli arbitri che spiegano ogni decisione e non si sentono sminuiti dalla moviola in campo, i comitati internazionali che hanno saputo modificare le regole per renndere il gioco più sicuro, spettacolare e giusto.

E pensavo alle scene cui sempre più sono costretto ad assistere allo stadio, anche in una stagione incredibile che ogni interista aspettava da quarant’anni: gli insulti gratuiti e le minacce con cui persone apparentemente normali si scagliano contro i tifosi avversari; la rabbia che sprizza da tutti i pori, anche quando la squadra gioca bene e vince; la violenza che fa da sottofondo costante a tutta la partita, e sembra avere come unico scopo l’affermazione di se stessi e della propria (supposta) identità attraverso la distruzione totale dell’altro. Atteggiamenti che sempre più spesso non sono limitati allo stadio, ma con cui ci si trova a fare i conti (almeno a Milano) quotidianamente: la prevaricazione, il menefreghismo, la furbizia spicciola mischiata a cattiveria. Il tutto condito dalla solita, incredibile incapacità dei nostri politici ad agire, anche quando basterebbe imitare paesi più civili come l’Inghilterra, dal ticket per l’ingresso in città alla battaglia contro gli ultras.

Fine dello sfogo, purtroppo non ho soluzioni se non quella di non cedere il terreno ai violenti e farsi sentire, e magari fare tesoro dei pochi esempi positivi, cominciando da questo pomeriggio al Flaminio.

Spigolature / 19

2 febbraio 2007

8 commenti

Domani alle 14:30 tutti sintonizzati su La 7. Ricomincia infatti il Sei Nazioni, uno degli eventi sportivi più affascinanti dell’anno, sicuramente quello con più fair play e meno polemiche arbitrali. L’Italia comincia con il botto al Flaminio contro la Francia, sperando che l’ottimo lavoro iniziato l’anno scorso da Berbizier e le scelte a sorpresa dell’ultima ora ci permettano di battere finalmente i galletti. Se vi perdete la partita non disperate: le registrazioni del Sei Nazioni sono di solito disponibili su AussieTorrents (il forum fondato nel 1876 da un immigrato italiano in Australia), fatemi un fischio se avete bisogno di un invito.

Recensione geek dell’E61. La recensione di Carlo, che finalmente ha aperto un blog, mi sta facendo venire voglia di abbandonare il Treo e passare all’E61: “Per la mobilita’ e’ eccezionale, in treno mi sono installato putty, si e’ scompattato lo zip da solo, mi sono letto il readme, si e’ scaricato il certificato prendendolo dal txt (ha capito che c’era un link nel txt…), e si e’ installato. Mi sono subito connesso con putty in remoto, ho ripreso una connessione screen su cui girava putty e irssi, e il terminale non ha avuto nessun problema (e la presenza di un tasto ctrl per screen aiuta tanto…).”.

Problemi di scala. Joe Gregorio: “At some point in the past rolling out an application to 300,000 people was the pinnacle of engineering excellence. Today it means you passed your second round of funding and can move out of your parents garage.”.

(semi-)Permanent Condition. Non ci avrei scommesso una lira e invece è successo: Permanent Condition, probabilmente il miglior blog musicale in circolazione, dopo cinque mesi di silenzio ha ripreso le pubblicazioni, e sta rimettendo online tutti gli album in MP3/AAC dell’archivio. Non perdetevi questa occasione…

sottofondo musicale di questo post offerto da World Passport

Il prossimo mondiale

9 luglio 2006

5 commenti

Il prossimo mondiale non è quello del 2010 in Sudafrica, ma il mondiale di rugby che si terrà in Francia l’anno prossimo. Non avrà un seguito planetario come il mondiale di calcio (almeno nell’emisfero nord), ma inchioderà comunque al video qualche centinaio di milioni di spettatori, e sarà sicuramente più spettacolare di qualsiasi mondiale di calcio.

Se volete prepararvi come si deve al prossimo mondiale, un’ottimo modo per iniziare a conoscere squadre e giocatori è seguire le partite del Tri Nations, torneo estivo (invernale per i partecipanti) che mette di fronte le tre squadre più forti e blasonate dell’emisfero australe: Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. La prima partita tra Nuova Zelanda e Australia è stata giocata ieri, ed è disponibile come file torrent di ottima qualità (registrazione richiesta, qui il tracker) sul solito forum dedicato agli sport australiani. Se avete bisogno di un invito fatemi un fischio.

Per chi è digiuno di rugby, nei prossimi mesi cercherò di fare una serie di post in cui spiegare le regole principali di questo bellissimo sport che può essere un po’ complicato da seguire per i non iniziati. Magari con l’aiuto di Alberto, Matteo e gli altri blogger che amano il rugby, con cui sarebbe bello organizzare una spedizione in Francia per seguire gli azzurri, con relativo blog in diretta.

Grande rugby

4 giugno 2006

3 commenti

Aspettando i mondiali di calcio, mi sto godendo le finali dei tornei di rugby per club e le prime partite dei tour internazionali. Dopo la splendida finale dell’Heineken Cup (la Champions League del rugby europeo) tra gli irlandesi del Munster e i francesi del Biarritz Olympique, ho appena finito di vedere una delle partite più emozionanti degli ultimi anni: la finale tutta inglese della European Challenge Cup, che vedeva opposti i London Irish al Gloucester. Altissima tensione, dieci minuti di incredibile forcing degli avanti degli Irish a due metri dalla linea di meta avversaria quando la partita sembrava ormai compromessa, quattro o cinque mete decise alla moviola (ennesima dimostrazione di come il calcio farebbe bene ad adeguarsi).

Nei prossimi post qualche commento sulla tournée appena iniziata dei Barbarians, una delle tante leggende viventi di uno sport che ha saputo rinnovarsi senza mai perdere lo spirito inimitabile che lo contraddistingue. Se vi piace il rugby e non sapete dove recuperare le partite, fatemi un fischio.