Grazie, la7 / 2
E come volevasi dimostrare, per vedere la partita ci vuole non solo Internet Explorer, ma anche Media Player 11:

God bless Bittorrent.
PS – la finestra di errore nello scrrenshot qui sopra ovviamente era a larghezza fissa…
E come volevasi dimostrare, per vedere la partita ci vuole non solo Internet Explorer, ma anche Media Player 11:

God bless Bittorrent.
PS – la finestra di errore nello scrrenshot qui sopra ovviamente era a larghezza fissa…
Stasera al Parco dei Principi si gioca Francia – Galles, probablimente la partita più importante del torneo e la più importante dell’anno nell’emisfero nord. La7, che da anni ha i diritti del 6 nazioni e si vanta spesso (con qualche ragione) di aver fatto molto per la diffusione del rugby nel nostro paese, stasera trasmetterà
Immagino che lo share di ascolto raggiungerà picchi altissimi, decisamente superiori a quelli possibili trasmettendo una partita imperdibile per tutti gli appassionati di rugby del nostro paese. Certo, la partita sarà trasmessa in streaming dal sito de La7, ma funzionerà davvero? E soprattutto, quando si vedrà del gioco su una finestrella 240×320?
Sabato pomeriggio stiamo organizzando una sortita al pub per vedere la nazionale contro l’Irlanda nel giorno di S. Patrizio. I pub in ballottaggio, dato che lo storico Kirribilly si è convertito in pseudo-ristorante, sono:
Della spedizione per ora fanno parte, oltre a me, Carlo C8E Miron, il duo di Treviglio e, più tardi, lo zio con Sisco. Se volete aggregarvi al PyRugby fate un fischio, ma solo dopo avere studiato per bene le regole del gioco e memorizzato almeno la partita contro la Scozia, se vi mettete a fare i geek vi butto fuori dal locale. E se usate Ruby va bene lo stesso, anzi già che ci siete venite con una bella maglia verde smeraldo così vi beccate i fischi anche durante la partita. A seguire probabile gita al Mulligan’s, se gli impegni casalinghi lo permettono.
Sabato si conclude una delle edizioni più combattute del 6 Nazioni degli ultimi anni, la prima che all’ultima giornata vede l’Italia ancora in corsa (anche se solo matematicamente) per il titolo. Peccato per Mauro Bergamasco, squalificato per la prossima partita con l’Irlanda per la botta rifilata al capitano gallese, forse involontaria ma frutto di un intervento poco corretto con il braccio aperto.
Grazie ai soliti noti (fatemi un fischio se non sapete di cosa parlo e vi interessa), dall’anno scorso riesco a recuperare agevolmente le partite che non sono riuscito a seguire in diretta per rivederle con calma durante la settimana. Ieri sera è toccato a Inghilterra – Francia (domenica ero al derby), che vi consiglio caldamente di vedere: a dispetto di tutti i pronostici l’Inghilterra sembra aver trovato la strada giusta, e questa volta senza passare per i piedi di Wilkinson.
Per la prima volta in vita mia mi sono trovato a tifare per gli inglesi, che specie nel secondo tempo mi hanno fatto divertire sfoderando un gioco vibrante e qualche volto nuovo che promette bene. Mi sono piaciuti in particolare: l’incredibile Dave Strettle, ala degli Harlequins con un passato internazionale nel rugby a 7 evidentissimo dai movimenti e dal tipo di gioco, dove detiene il record per il maggior numero di mete — cinque! — segnate in un tempo (che nel rugby a 7 dura 10 o 20 minuti) di una partita di coppa del mondo; il fantasioso Shane Geraghty, apertura dei London Irish — squadra che preferisco nella Premiership, che ha fatto vedere alcune azioni notevoli per tempismo e visione di gioco, anche se non sembra fortissimo nel gioco al piede; non male anche Toby Flood, che il sito ufficiale del sei nazioni indica come centro ma ieri sera ha giocato come apertura, che forse per il fisico poco aggraziato mi ricorda in qualche modo l’apertura dell’Australia Larkham .
Insomma, anche se il 6 Nazioni è avviato alla conclusione, l’amtosfera si sta scaldando per il campionato del mondo di quest’anno. Credo che ne vedremo delle belle anche nelle fasi finali della Heineken Cup, nelle amichevoli estive e nel Tri Nations.

Un’Italia così, chi se la sognava? Capace di vincere 37-17 in Scozia, segnando quattro mete e lottando con il coltello tra i denti gli ultimi minuti, negando una meta d’orgoglio ai padroni di casa. Troncon per la seconda volta consecutiva miglior giocatore della partita.
Chissà se ha portato bene il post di Alberto di ieri, nel dubbio speriamo che replichi per le prossimi partite, e per quelle che verranno ai mondiali di settembre. Un grazie di cuore a La 7 che ormai da anni ci sta regalando emozioni incredibili con le partite della nazionale (un consiglio solo, quest’estate strappate il Tri Nations a Sky).
Chiudo questo post rugbystico con un’immagine da Irlanda – Inghilterra che si sta giocando mentre scrivo. Il rugby è anche questo, i giocatori che si commuovono all’inno nazionale. Cose impensabili nel pianeta calcio.

Ascoltavo poco fa i podcast del Sei Nazioni con le interviste all’allenatore e ad alcuni giocatori della nazionale di rugby, e non ho potuto fare a meno di riflettere sulla differenza abissale con il mondo del calcio, che come prevedibile ieri pomeriggio ha sfornato l’ennesima, inutile, stupida tragedia. Ascoltare gli azzurri rispondere ai giornalisti in un inglese articolato, spiegando in maniera intelligente e senza le solite frasi fatte da due lire tattiche e speranze del torneo che si apre questo pomeriggio è stata un’esperienza illuminante. Il rugby sembra uno sport violento, i giocatori sembrano mezzi trogloditi tutti muscoli e tenacia, e invece basta andare oltre la superficie e si scoprono persone intelligenti, dirette, che hanno i mezzi e il coraggio per esprimersi e soprattutto hanno un’etica di base che li porta a rispettare sempre l’avversario, a privilegiare il gioco rispetto alla vittoria, a onorare l’impegno. E come i giocatori, il pubblico che non si sognerebbe mai di insultare squadre o tifosi avversari, gli arbitri che spiegano ogni decisione e non si sentono sminuiti dalla moviola in campo, i comitati internazionali che hanno saputo modificare le regole per renndere il gioco più sicuro, spettacolare e giusto.
E pensavo alle scene cui sempre più sono costretto ad assistere allo stadio, anche in una stagione incredibile che ogni interista aspettava da quarant’anni: gli insulti gratuiti e le minacce con cui persone apparentemente normali si scagliano contro i tifosi avversari; la rabbia che sprizza da tutti i pori, anche quando la squadra gioca bene e vince; la violenza che fa da sottofondo costante a tutta la partita, e sembra avere come unico scopo l’affermazione di se stessi e della propria (supposta) identità attraverso la distruzione totale dell’altro. Atteggiamenti che sempre più spesso non sono limitati allo stadio, ma con cui ci si trova a fare i conti (almeno a Milano) quotidianamente: la prevaricazione, il menefreghismo, la furbizia spicciola mischiata a cattiveria. Il tutto condito dalla solita, incredibile incapacità dei nostri politici ad agire, anche quando basterebbe imitare paesi più civili come l’Inghilterra, dal ticket per l’ingresso in città alla battaglia contro gli ultras.
Fine dello sfogo, purtroppo non ho soluzioni se non quella di non cedere il terreno ai violenti e farsi sentire, e magari fare tesoro dei pochi esempi positivi, cominciando da questo pomeriggio al Flaminio.
Domani alle 14:30 tutti sintonizzati su La 7. Ricomincia infatti il Sei Nazioni, uno degli eventi sportivi più affascinanti dell’anno, sicuramente quello con più fair play e meno polemiche arbitrali. L’Italia comincia con il botto al Flaminio contro la Francia, sperando che l’ottimo lavoro iniziato l’anno scorso da Berbizier e le scelte a sorpresa dell’ultima ora ci permettano di battere finalmente i galletti. Se vi perdete la partita non disperate: le registrazioni del Sei Nazioni sono di solito disponibili su AussieTorrents (il forum fondato nel 1876 da un immigrato italiano in Australia), fatemi un fischio se avete bisogno di un invito.
Recensione geek dell’E61. La recensione di Carlo, che finalmente ha aperto un blog, mi sta facendo venire voglia di abbandonare il Treo e passare all’E61: “Per la mobilita’ e’ eccezionale, in treno mi sono installato putty, si e’ scompattato lo zip da solo, mi sono letto il readme, si e’ scaricato il certificato prendendolo dal txt (ha capito che c’era un link nel txt…), e si e’ installato. Mi sono subito connesso con putty in remoto, ho ripreso una connessione screen su cui girava putty e irssi, e il terminale non ha avuto nessun problema (e la presenza di un tasto ctrl per screen aiuta tanto…).”.
Problemi di scala. Joe Gregorio: “At some point in the past rolling out an application to 300,000 people was the pinnacle of engineering excellence. Today it means you passed your second round of funding and can move out of your parents garage.”.
(semi-)Permanent Condition. Non ci avrei scommesso una lira e invece è successo: Permanent Condition, probabilmente il miglior blog musicale in circolazione, dopo cinque mesi di silenzio ha ripreso le pubblicazioni, e sta rimettendo online tutti gli album in MP3/AAC dell’archivio. Non perdetevi questa occasione…
sottofondo musicale di questo post offerto da World Passport
Sarà merito del nuovo commissario tecnico, degli anni di gavetta nel Sei Nazioni che stanno iniziando a fruttare, o dell’esperienza di molti nostri giocatori in squadre prestigiose all’estero. Quello che importa è che ieri per lunghi tratti la nazionale italiana ha tenuto testa all’Inghilterra, giocando la migliore partita che io ricordi al Sei Nazioni con una grinta, una tenacia e una caparbietà difensiva spettacolari (incredibile il numero di placcaggi degli italiani, più o meno il triplo rispetto a quello degli inglesi).
Peccato solo per un erroruccio arbitrale che ha consentito agli inglesi di segnare tre punti in un momento delicato, e per l’ultima meta regalata dal mio omonimo (che ha comunque giocato una grandissima partita) a tempo scaduto. Grandissima partita, grandissimo carattere, una bella conferma dopo la partita con l’Irlanda che avremmo meritato di vincere. Continuiamo così!