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Come asciugare le calze dopo un temporale

2 maggio 2007

9 commenti

  1. togliersi le calze
  2. posizionarle vicino alla ventola del computer
  3. installare e lanciare stress
  4. andarsi a prendere un caffè (dopo essersi rimessi le scarpe)

Tornato alla base

6 gennaio 2007

12 commenti

Qualche impressione di ritorno da due giorni e mezzo di puro stress psicofisico a Londra:

  • l’aria è pulita, tiepida (per essere a gennaio) e profuma vagamente di mare, appena atterrati a Malpensa invece si viene assaliti dalla puzza di gomma bruciata
  • la gente è cortese, si scusa se viene urtata per strada e si china a raccogliere quello che ti è cascato per terra, proprio come a Milano dove bisogna sempre girare con l’Uzi sotto la giacca…
  • cibo e vestiti costano meno e sono in genere di qualità migliore

Esemplare il rito italico dell’assalto al pullman per Centrale fuori dal vecchio terminal di Malpensa: invece di una coda ordinata la ressa, con la solita sciùra milanese che si fa largo a spintoni; il pullman ha un terzo della capacità necessaria, chi è più furbo sale gli altri restano a terra; il conducente approfitta del casino per vendere i biglietti a chi è rimasto fuori, assicurando che il prossimo autobus arriverà in dieci-quindici minuti, l’autobus arriva e si scopre che è di una società diversa, con biglietti diversi. Eccetera…

PS – Grazie a Bru per la compagnia giovedì sera.

Body Hacking

13 settembre 2005

Sperimentare con il proprio corpo sembra essere l’ultima tendenza in
arrivo dagli Stati Uniti: Joe Gregorio (conosciuto dai tecnologhi come
autore della AtomAPI) racconta oggi le
sue esperienze con dieta e palestra
, e segnala l’articolo
pubblicato un paio di giorni fa dal New York Times su Seth Roberts
, il
professore di Berkeley che divulga Body Hacking come disciplina scientifica.

La teoria più interessante di Roberts si rifà all’età della pietra e
riguarda la dieta e il controllo intelligente dello stimolo della
fame. Nessuna rivelazione sconvolgente ma un po’ di logica, qualche
deduzione sensata e delle soluzioni pratiche. E forse proprio per
questo le teorie di Roberts potrebbero essere utili a molti non solo per
controllare il proprio peso o i ritmi del sonno, ma anche per vivere
in maniera più consapevole, sana e armoniosa.

Se volete saperne di più, oltre all’articolo del NYT potete dare
un’occhiata a Freakanomics e a Marginal Revolution che ne parlò per primo qualche mese fa. E magari
cominciare ad osservare voi stessi, scegliendo una attività da fare ogni giorno per pochi minuti
alla stessa ora, qualsiasi cosa succeda. Oltre a limitare i danni
della vita sedentaria (siete seduti a leggere Qix, no?) vi accorgerete
della gamma incredibile di variazioni del vostro umore e della vostra
personalità, e se ne avrete la pazienza (cosa che a me è sempre
mancata) potrete provare a seguire la strada di Roberts.