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Assassinio o atto di guerra?

2 maggio 2011

5 commenti

Stamattina aprendo (virtualmente) il giornale i due titoli più in evidenza erano “Ucciso Bin Laden” e “Ucciso il figlio di Gheddafi”. Il primo pensiero che ho avuto è stato sull’incredibile intensità che deve aver avuto l’azione militare condotta in Pakistan, di cui probabilmente non sapremo nulla per almeno una ventina d’anni, il secondo — più sensato — è stato molto simile a quello espresso qui pochi minuti fa.

Capisco l’entusiasmo, condivido il disprezzo per Bin Laden, quello che non mi va giù è che uno stato civile — e soprattutto uno in cui gran parte della popolazione non perde occasione per richiamarsi a valori cristiani su questioni anche meno rilevanti dal punto di vista etico e morale — possa icelebrare un assassinio istituzionalizzato. Specie se dovessero venire confermate le vittime civili conseguenti all’attacco di cui si parla su twitter.

Il rispetto per la vita umana, anche quella di un mostro, dovrebbe sempre venire prima di tutto. Specie quando un blitz come quello contro Osama non può essere considerato come atto militare da inquadrare all’interno di un conflitto tra due stati: chi decide chi sono “i nemici” in casi come questo? Quale è il confine che separa civili innocenti o comunque non coinvolti in maniera attiva, da combattenti assimilabili a forze militari di un esercito nemico? Lo spazio per atti arbitrari, una volta entrati nell’ordine di idee della “guerra totale”, è immenso.

Due texani e due guerre

2 marzo 2006

2 commenti

Volando molto (ma molto) più basso rispetto a Massimo, se volete fare qualche parallelo tra Iraq e Vietnam (e magari tra Bush e Johnson) vi consiglio caldamente la lettura dei cinque romanzi di Mark Berent sul conflitto asiatico.

Libri semplici per carità, adatti al percorso casa-ufficio sui mezzi pubblici e a quella mezz’ora la sera quando il cervello ha bisogno di mettersi in pausa, che hanno il pregio però di raccontare fatti e retroscena politici della guerra in Vietnam sicuramente sconosciuti alla maggior parte di noi. Se poi l’argomento vi interessa, ci sono un sacco di romanzi che meritano di essere letti, da quelli più letterari, a quelli più divertenti o intensi.

ps – niente codici di affiliate nei link qui sopra che puntano ad Amazon, tanto non ci si guadagna nulla.
pps – altro tema interessante che emerge dai libri citati sopra è il fallimento dei metodi da super-manager di Robert McNamara, ex whiz-kid della Ford e segretario alla difesa del governo Johnson, applicati alla conduzione della guerra in Vietnam.